Griffe all’arrembaggio

© Freemanphoto

La collezione maquillage di Micheal Kors ha appena fatto il proprio ingresso nei punti vendita di Douglas. Risale allo scorso aprile il lancio di Marc Jacobs Beauty nei beauty store di Sephora. Gucci Cosmetics ha scelto con estrema attenzione  le poche location in tutto il mondo nelle quali esordire, in grande stile naturalmente, nel  maquillage. Questo solo negli ultimi mesi. Intanto sono già realtà consolidate le collezioni make up di  Dolce & Gabbana e Tom Ford. Punti in comune: tutte griffatissime, tutte legate a doppia mandata alla moda e tutte caratterizzate da una distribuzione più che selettiva. Fin qui nulla da ridire, ma ci caliamo nei panni di un consumatore: proporre così tanti brand con un posizionamento simile, un’immagine analoga e un percorso da esordienti nel beauty non può creare confusione? Fino a che punto l’esclusiva distributiva è un valore aggiunto e non contribuisce a disorientare ulteriormente il potenziale acquirente che, al di là delle boutique monomarca, non sa dove poter comprare i rossetti, il blush e l’ombretto del proprio brand preferito? Magari i risultati di vendita ci daranno torto, ma la selva delle esclusive sta diventando sempre più fitta e districarsi al suo interno sembra sempre più complesso per chi voglia sì vivere il “sogno” del beauty, ma senza che questo richieda studi e analisi di mercato….

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